Milton Friedman e l’inflazione negli anni Ottanta

Questa lettera era per il Corriere della Sera, la posto qui.

“Egregio dott. Romano,

Vorrei fare un’osservazione riguardo alla citazione su Milton Friedman di Marco Sabelli a pag. 26 del Corriereconomia del 25/10/10. Se l’offerta di moneta è 1.000 ma la percentuale di moneta detenuta dalla popolazione è il 50%, in termini d’inflazione è la stessa cosa che se l’offerta è 2.000, il doppio, ma la quantità di moneta detenuta dalla popolazione in termini percentuali è la metà, il 25%. L’osservazione è simile a quelle fatte dalle teorie di Joseph Stiglitz e dalla teoria quantitativa della moneta della Scuola economica di Cambridge.

Ciò che aumenta di fatto in questo caso è la quantità di moneta disponibile per fare operazioni finanziarie (piuttosto che investimenti nel periodo considerato da Sabelli), cioè in pratica acquistare azioni p. es., con “l’inflazione di cose come il prezzo delle azioni” ovvero bolle speculative.

Il quindicennio ’80-’95 è stato caratterizzato da grossi trasferimenti di moneta da parte degli Stati tramite il settore dello Stato sociale alla popolazione, per inciso a carico del debito pubblico, non bilanciato dalle entrate.

Vorrei infine notare che il 45% della ricchezza italiana è detenuto dal 10% della popolazione.”

Sabelli osservava che ad alta inflazione nel periodo ’80-’95 non corrispondeva un equivalente aumento dell’offerta di moneta, contrariamente alle teorie di Friedman.

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