Approfondimenti sul metodo Bendandi

Raffaele Bendandi osserva che la crosta terrestre è soggetta a moti di marea. Ciò non è in grado di spiegare tutta l’attività sismica terrestre, sia di intensità minima sia di grande intensità, ma tali moti di marea possono essere una “spintarella” per sollecitare ALCUNE scosse sismiche. Il punto è individuare la faglia su cui si eserciterà tale “spintarella” e il punto preciso di essa. Probabilmente potrebbe essere necessaria una conoscenza che definireitopografica” delle parti sotterranee di ogni faglia, cioè della loro conformazione sotterranea in termini di sporgenze e rientranze. In ogni caso il metodo Bendandi, che ha previsto un certo numero di terremoti, è come la teoria di Leonardo da Vinci sul volo: magari non ci faremo le ali di Icaro ma l’aeroplano, e ciò dopo ricerche e lavori e tecnologie, sulla base dell’osservazione che la crosta terrestre è soggetta a moti di marea.

Sarebbe interessante osservare se le pressioni alte e basse dell’atmosfera terrestre risentono anch’esse in parte di moti di marea.

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One Response to “Approfondimenti sul metodo Bendandi”

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